I funghi trifolati rappresentano uno dei piatti più classici e apprezzati della tradizione culinaria italiana. Questa preparazione semplice ma ricca di sapore permette di valorizzare al massimo le caratteristiche organolettiche dei funghi, trasformandoli in un contorno irresistibile o in un condimento perfetto per accompagnare carni, polenta o pasta. Il segreto di questa ricetta risiede nella tecnica di cottura e nella scelta degli ingredienti giusti: l’aglio, il prezzemolo fresco e un filo d’olio extravergine d’oliva di qualità fanno la differenza. La parola trifolati deriva dal termine trifolà del dialetto piemontese, che significa tagliare a fettine sottili, proprio come si preparavano i pregiati tartufi. Oggi scopriremo insieme come ottenere funghi perfettamente dorati, profumati e succulenti, con una consistenza che mantiene la giusta morbidezza senza diventare gommosa. Che siate cuochi esperti o principianti, questa ricetta vi guiderà passo dopo passo verso un risultato da ristorante stellato, direttamente nella vostra cucina di casa.
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facile
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dei funghi
Se utilizzate funghi surgelati, lasciateli scongelare completamente a temperatura ambiente per circa 2 ore, oppure in frigorifero per una notte. Una volta scongelati, asciugateli molto bene con carta da cucina assorbente: questo passaggio è fondamentale perché l’umidità in eccesso impedirebbe ai funghi di rosolare correttamente, facendoli bollire invece che dorare. Eliminate eventuali parti rovinate e tagliate i funghi a fette di circa mezzo centimetro di spessore. Se i funghi sono piccoli, potete lasciarli interi o tagliarli a metà. L’importante è che tutti i pezzi abbiano dimensioni simili per garantire una cottura uniforme.
2. Preparazione del soffritto aromatico
In una ciotolina, mescolate l’aglio in polvere con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva per creare una pasta aromatica. Questo piccolo trucco permette di distribuire meglio il sapore dell’aglio e di evitare che bruci durante la cottura, cosa che succederebbe facilmente con l’aglio fresco tritato. Tenete da parte anche il prezzemolo secco: lo aggiungeremo in due momenti diversi per ottenere un profumo più intenso e stratificato.
3. Rosolatura iniziale
Scaldate una padella antiaderente larga a fuoco medio-alto. Quando la padella è ben calda, versate tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e fatelo scaldare per circa 30 secondi. Aggiungete tutti i funghi in un solo strato, senza sovrapporli: se la padella non è abbastanza grande, è meglio cuocerli in due riprese. Questo accorgimento è essenziale perché se i funghi sono troppo ammassati, rilasceranno acqua di vegetazione il liquido naturalmente contenuto negli alimenti che fuoriesce durante la cottura e si cuoceranno al vapore invece di rosolare. Lasciateli cuocere senza mescolare per 3-4 minuti: vedrete che inizieranno a dorarsi sul lato a contatto con la padella.
4. Cottura e insaporimento
Dopo i primi minuti, mescolate delicatamente i funghi con una spatola in legno e lasciateli cuocere per altri 3-4 minuti, continuando a girarli occasionalmente. Quando i funghi avranno perso la loro acqua e inizieranno a dorare bene, aggiungete la pasta di aglio e olio che avete preparato in precedenza. Mescolate per distribuire uniformemente l’aroma. Dopo un minuto, sfumate con il vino bianco secco: questa operazione, chiamata sfumare, consiste nell’aggiungere un liquido alcolico in una padella calda per dissolvere i residui di cottura e arricchire il sapore del piatto. Alzate leggermente la fiamma e lasciate evaporare completamente l’alcol, ci vorranno circa 2 minuti.
5. Finalizzazione e condimento
Una volta evaporato il vino, abbassate la fiamma a intensità media e aggiungete due cucchiai di prezzemolo secco. Mescolate bene e continuate la cottura per altri 2-3 minuti. A questo punto, assaggiate un fungo per verificare la consistenza: deve essere morbido ma non molle, con una leggera resistenza al morso. Regolate di sale e pepe nero macinato secondo il vostro gusto. Ricordate che è sempre meglio aggiungere il sale verso la fine della cottura, perché se lo mettete all’inizio, i funghi rilasciano troppa acqua e diventano mollicci. Spegnete il fuoco e aggiungete l’ultimo cucchiaio di prezzemolo secco: questo tocco finale darà ai vostri funghi trifolati un profumo fresco e invitante.
6. Riposo e servizio
Lasciate riposare i funghi trifolati nella padella per un paio di minuti prima di servirli. Questo breve riposo permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente. Se preferite una consistenza più cremosa, potete aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva a crudo prima di portare in tavola. I funghi trifolati si servono caldi e possono essere gustati immediatamente come contorno, oppure utilizzati per condire pasta, risotti, polenta o come accompagnamento per carni alla griglia.
Il trucco dello chef
Per ottenere funghi trifolati ancora più saporiti, potete aggiungere un pizzico di peperoncino secco tritato insieme all’aglio: il tocco piccante esalterà il gusto dei funghi senza coprirlo. Un altro segreto professionale è quello di non salare mai i funghi all’inizio della cottura: il sale estrae l’umidità e impedisce la rosolatura perfetta. Se volete un risultato ancora più ricco, potete sostituire metà dell’olio con burro chiarificato nell’ultima fase di cottura. Infine, ricordate che la padella deve essere sempre ben calda prima di aggiungere i funghi: solo così otterrete quella crosticina dorata che rende i funghi trifolati irresistibili.
Abbinamenti enologici perfetti
I funghi trifolati richiedono un vino che sappia bilanciare la loro intensità aromatica senza sovrastarla. La scelta ideale ricade su un vino bianco secco e strutturato, come un Vermentino di Sardegna o un Friulano del Collio, che con le loro note minerali e la buona acidità puliscono il palato tra un boccone e l’altro. Se preferite il vino rosso, optate per un Pinot Nero dell’Alto Adige o un Dolcetto d’Alba, vini leggeri e fruttati che non coprono il delicato sapore dei funghi. Per chi ama i rossi più strutturati, un Nebbiolo giovane può essere un’ottima scelta, soprattutto se i funghi accompagnano carni rosse. La temperatura di servizio ideale è di 10-12 gradi per i bianchi e 14-16 gradi per i rossi. Evitate vini troppo tannici o invecchiati, che potrebbero creare un contrasto spiacevole con la texture morbida dei funghi.
Informazione in più
I funghi trifolati sono un piatto che affonda le sue radici nella tradizione contadina del nord Italia, in particolare nelle regioni del Piemonte e della Lombardia, dove la raccolta dei funghi nei boschi rappresentava un’attività fondamentale per l’alimentazione delle famiglie. Il termine trifolati deriva dal dialetto piemontese e originariamente si riferiva al modo di tagliare e cucinare i tartufi, i preziosi funghi ipogei che crescono sottoterra. Con il tempo, questa tecnica di cottura è stata applicata anche ai funghi comuni, diventando uno dei metodi più apprezzati per esaltarne il sapore. La preparazione tradizionale prevedeva l’uso di funghi porcini freschi, raccolti nei boschi di castagni e querce, ma oggi si utilizzano comunemente anche champignon, chiodini o funghi misti. Questa ricetta rappresenta un perfetto esempio di come la cucina italiana sappia valorizzare ingredienti semplici attraverso tecniche di cottura precise e l’uso sapiente di aromi come aglio e prezzemolo. I funghi trifolati sono diventati nel tempo un classico della ristorazione italiana, serviti come contorno raffinato o come base per primi piatti e secondi di carne.



