Nel panorama della cucina italiana contemporanea, le lasagne al radicchio e salsiccia rappresentano un’interpretazione audace della tradizione. Questo piatto unisce l’amarognolo caratteristico del radicchio rosso alla ricchezza saporita della salsiccia, creando un equilibrio gustativo che conquista i palati più esigenti. Una proposta gastronomica che sfida le convenzioni, portando sulla tavola un contrasto di sapori intensi e avvolgenti.
La genesi di questa ricetta affonda le radici nel Nord Italia, dove il radicchio è protagonista indiscusso della cucina invernale. L’abbinamento con la salsiccia non è casuale: la sapidità delle carni suine bilancia perfettamente l’amaro vegetale, mentre la besciamella funge da trait d’union cremoso tra questi due mondi apparentemente distanti. Un piatto che racconta il territorio e la sua capacità di innovare rispettando la memoria culinaria.
40
50
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1.
Iniziate preparando la besciamella, una salsa madre della cucina francese adottata dalla tradizione italiana. In una pentola capiente, fate sciogliere il burro a fuoco dolce senza farlo dorare. Quando sarà completamente liquido, incorporate la farina setacciata mescolando energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Cuocete questo composto, chiamato roux, per circa due minuti, continuando a mescolare. Versate poi il latte a temperatura ambiente, poco alla volta, senza mai smettere di mescolare. Questo gesto è fondamentale: aggiungere il liquido gradualmente permette alla farina di legarsi uniformemente, creando una consistenza liscia e vellutata. Portate a bollore dolce e cuocete per circa dieci minuti, mescolando frequentemente. La besciamella deve addensarsi fino a raggiungere la consistenza di una crema che nappa il dorso del cucchiaio. Aggiustate di sale, pepe e una grattugiata generosa di noce moscata. Coprite con pellicola a contatto per evitare la formazione della pellicina in superficie e tenete da parte.
2.
Occupatevi ora del radicchio, vero protagonista di questa preparazione. Eliminate le foglie esterne più rovinate, tagliate i cespi in quattro e sciacquateli accuratamente sotto acqua corrente fredda. Asciugateli bene tamponando con carta assorbente, poi affettateli finemente a listarelle. In una padella ampia, fate imbiondire la cipolla tritata finemente con l’olio extravergine di oliva a fuoco medio. Quando diventerà traslucida, aggiungete il radicchio affettato. Mescolate bene per farlo insaporire con il soffritto, poi sfumate con il vino bianco. Lasciate evaporare completamente la parte alcolica, operazione che richiede circa tre minuti. Il radicchio deve appassire e ridursi notevolmente di volume, diventando morbido e perdendo parte della sua amarezza caratteristica. Aggiustate di sale e pepe, poi trasferite in una ciotola e lasciate intiepidire.
3.
Nella stessa padella, senza lavarla per conservare i sapori, sgranate la salsiccia eliminando il budello. Fatela rosolare a fuoco vivace, spezzettandola con un cucchiaio di legno fino a ottenere una consistenza sbriciolata. La carne deve dorarsi uniformemente, sviluppando quella crosticina saporita che conferirà profondità al piatto finale. Questo processo richiede circa dieci minuti. Quando la salsiccia sarà ben rosolata, sgrassatela leggermente eliminando l’eventuale eccesso di grasso colato, poi unitela al radicchio precedentemente cotto. Mescolate i due ingredienti amalgamandoli bene: questo è il momento in cui i sapori si fondono creando l’anima del piatto.
4.
Se utilizzate sfoglie fresche, tuffatele in abbondante acqua bollente salata per circa un minuto, poi scolatele e adagiatele su canovacci puliti leggermente umidi per evitare che si attacchino. Se invece optate per sfoglie secche da precuocere, seguite le indicazioni del produttore. Alcune tipologie moderne non richiedono questa operazione preliminare, ma verificate sempre sulla confezione.
5.
Imburrate leggermente la pirofila da forno rettangolare. Stendete sul fondo un primo strato sottile di besciamella, che fungerà da base protettiva impedendo alle sfoglie di attaccarsi. Adagiate il primo strato di pasta, coprendola con una generosa porzione del composto di radicchio e salsiccia. Distribuite uniformemente con il dorso di un cucchiaio, poi ricoprite con besciamella e una spolverata abbondante di parmigiano grattugiato. Ripetete l’operazione creando almeno quattro strati completi, terminando sempre con besciamella e una generosa copertura di parmigiano che, gratinando, formerà quella crosticina dorata irresistibile. L’ultimo strato deve essere particolarmente ricco di formaggio per garantire la doratura perfetta.
6.
Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi per circa quaranta minuti. Nei primi venti minuti, la lasagna cuocerà uniformemente; negli ultimi venti, la superficie svilupperà quella gratinatura dorata e croccante che caratterizza una lasagna perfettamente eseguita. Se notate che la superficie si colora troppo rapidamente, coprite con un foglio di alluminio. Al termine della cottura, lasciate riposare la lasagna fuori dal forno per almeno dieci minuti: questo passaggio è cruciale perché permette agli strati di compattarsi, facilitando il taglio e la porzionatura. Una lasagna servita immediatamente tenderà a sfaldarsi, mentre il riposo garantisce fette perfette e presentabili.
Il trucco dello chef
Per attenuare l’amaro del radicchio senza comprometterne il carattere, potete scottarlo brevemente in acqua bollente prima di saltarlo in padella. Questa tecnica, chiamata sbianchitura, ammorbidisce le note più pungenti mantenendo intatta la personalità dell’ortaggio. Un altro segreto professionale consiste nell’aggiungere un cucchiaino di zucchero durante la cottura del radicchio: bilancerà l’amaro senza dolcificare il piatto. Per una besciamella impeccabile, ricordate che il latte deve essere sempre a temperatura ambiente: uno sbalzo termico eccessivo con il roux caldo potrebbe causare grumi difficili da eliminare. Infine, se desiderate una lasagna ancora più saporita, sostituite cinquanta grammi di parmigiano con altrettanto gorgonzola dolce: il risultato sarà cremoso e avvolgente, con una nota lattea che esalta radicchio e salsiccia.
Abbinamenti enologici per una lasagna dal carattere deciso
Questo piatto richiede un vino rosso di struttura media, capace di reggere la sapidità della salsiccia senza sovrastare le sfumature amare del radicchio. Un Valpolicella Classico Superiore rappresenta la scelta ideale: la sua eleganza fruttata e le note leggermente speziate dialogano armoniosamente con i grassi della besciamella e della carne. In alternativa, considerate un Barbera d’Alba, la cui acidità vivace taglia la ricchezza del piatto riequilibrando ogni boccone.
Per chi preferisce bianchi strutturati, un Friulano o un Soave Classico possono sorprendere: la loro mineralità e il corpo pieno sostengono i sapori intensi senza creare conflitti gustativi. Servite il vino a temperatura corretta, tra i 16 e i 18 gradi per i rossi, 10-12 gradi per i bianchi, per esaltarne tutte le qualità organolettiche.
Informazione in più
Le lasagne al radicchio e salsiccia nascono dall’incontro tra la tradizione emiliana della pasta al forno e la cultura gastronomica veneta, dove il radicchio rosso, specialmente quello di Treviso IGP, è ingrediente d’eccellenza. Questo ortaggio, coltivato fin dall’epoca rinascimentale, ha conquistato le tavole aristocratiche veneziane per il suo sapore distintivo e le proprietà digestive.
L’abbinamento con la salsiccia riflette la sapienza contadina di bilanciare sapori contrastanti: l’amaro vegetale e il grasso animale si completano creando armonia. Nelle osterie del Veneto e della Lombardia orientale, varianti di questo piatto compaiono nei menu invernali, quando il radicchio raggiunge la massima qualità dopo le prime gelate che ne addolciscono naturalmente il gusto.
Dal punto di vista nutrizionale, questa lasagna offre un interessante equilibrio: il radicchio apporta vitamine del gruppo B, antiossidanti e fibre, mentre la salsiccia fornisce proteine e ferro. La besciamella, preparata con latte intero, contribuisce con calcio e grassi necessari all’assorbimento delle vitamine liposolubili presenti nelle verdure.



